Da San Pedro de Atacama ad Iquique e Arica: viaggio lungo la Panamericana in Cile
Una delle attrazioni più interessanti (e meno battute) del Cile, è il Parco Nazionale di Lauca, nell’estremo nord del Paese, al confine con Bolivia e Perù, una zona autentica e lontana dal turismo di massa.
Nel nostro itinerario, abbiamo deciso di inserire questa tappa dopo aver visitato il deserto di Atacama, completando il nostro viaggio lungo la Panamericana in Cile.
Per raggiungere la regione di Arica y Parinacota, avevamo due possibilità: prendere un volo da Calama e proseguire (con scalo) verso nord oppure continuare il viaggio in auto, lungo la Panamericana.

Abbiamo scelto la seconda. Il motivo è anche pratico. Da Calama non ci sono voli diretti per Arica: per proseguire in aereo è necessario passare da Santiago, allungando parecchio tempi e spostamenti. In auto, invece, abbiamo avuto la possibilità di trasformare il trasferimento in una parte vera e propria del viaggio, attraversando uno dei tratti più remoti del Cile.
Lungo la strada abbiamo così potuto inserire anche alcune tappe davvero interessanti. Ma bisogna essere consapevoli di una cosa: non è un viaggio da fare con leggerezza.

Le distanze sono importanti, la strada è frequentata da molti camion e si attraversano zone completamente desertiche. Poi ci sono Iquique e Arica, due città nelle quali è necessario prestare maggiore attenzione rispetto ad altre destinazioni del Cile.
Perciò ho deciso di raccogliere in questo articolo tutte le informazioni che avrei voluto avere prima di partire: com’è realmente la strada da San Pedro de Atacama ad Iquique e Arica, dove fare attenzione, come organizzare le soste, dove dormire e cosa aspettarsi arrivando a destinazione.
1. Il viaggio lungo la Panamericana in Cile: cosa sapere prima di mettersi alla guida
1.1. Com’è la strada da Atacama a Iquique e Arica?
La prima cosa da sapere è che viaggiare lungo la Panamericana da San Pedro de Atacama ad Iquique e Arica è assolutamente fattibile in auto. Le strade, nel complesso, sono in buone condizioni e non ho incontrato particolari difficoltà alla guida.
Il fattore principale da tenere in considerazione sono le distanze. Da San Pedro a Iquique servono più di 6 ore di guida, senza considerare le soste. Aggiungendo una pausa per mangiare, fare rifornimento a Calama e qualche fermata lungo il percorso, questa tratta occupa un’intera giornata.
Io sono partito presto proprio per questo motivo. Guidare fino a sera inoltrata, in questa zona del Cile, è una cosa non raccomandabile.
La strada attraversa un territorio enorme e quasi completamente desertico. Per lunghi tratti sei praticamente da solo. Il traffico è ridotto e il paesaggio si apre davanti a te per chilometri, senza città o abitazioni.
Detto questo, il deserto qui è meno scenografico rispetto a quello di Atacama. Il vero interesse è soprattutto nel viaggio e nella sensazione di attraversare una parte del Cile davvero remota.
Le condizioni della strada sono generalmente buone, ma durante il mio viaggio ho incontrato diversi lavori lungo il percorso, con deviazioni temporanee su strade sterrate e conseguenti rallentamenti. Niente di particolarmente complicato. Semplicemente, è necessario mettere in conto che i tempi indicati dal navigatore possono allungarsi.


Una presenza costante sono i camion. Il traffico non è intenso, ma i veicoli pesanti che percorrono questa parte della Panamericana sono numerosi e in alcuni tratti ti troverai a doverli sorpassare. Conviene quindi mantenere una guida prudente e soprattutto evitare di avere fretta.
Il pieno di benzina a Calama è obbligatorio. Questa è probabilmente la raccomandazione più importante che posso dare. Lungo il tragitto, per quasi 400 km, non ci sono distributori.
Oltre al pieno, ho fatto una sosta anche al Mall Plaza di Calama per comprare tutto quello che serviva nel viaggio. Acqua soprattutto.
Sul cibo però c’è da sapere una cosa importante. Lungo il percorso si incontrano i controlli del SAG (Servicio Agrícola y Ganadero). È vietato portare tra regioni diverse frutta e verdura, salumi, pane e alimenti sfusi. Quindi, è fondamentale scegliere solo prodotti confezionati.
Durante il mio viaggio ci hanno controllato i documenti del veicolo e quelli del conducente. È stato un controllo molto rapido, circa cinque minuti, e nel nostro caso non hanno perquisito l’auto. Ma meglio non rischiare, perché le multe sono salate.
2. Iquique: prima tappa lungo la Panamericana
Nel viaggio on the road in direzione del Parco di Lauca, Iquique è una tappa praticamente obbligata. Arrivare fino ad Arica da San Pedro in un’unica giornata è praticamente impossibile: la distanza è importante e, considerando soste, lavori stradali e traffico, non si avrebbe il tempo di coprire l’intero percorso. Perciò fermarsi in questa città diventa necessario.
Si lascia la Panamericana per scendere verso la costa e improvvisamente davanti compare Iquique, stretta tra l’oceano e l’enorme parete desertica. La duna domina il paesaggio e rende molto evidente quanto sia particolare la posizione della città.
Ma voglio essere molto chiaro su una cosa: Iquique non la considero una tappa da visitare.
La città ha una brutta fama per quanto riguarda la sicurezza e negli ultimi anni la situazione legata al narcotraffico ha reso alcune zone particolarmente delicate. Non significa che arrivare a Iquique sia pericoloso o che si debba avere paura. Però è importante sapere dove andare e, soprattutto, dove non andare.

Il mio consiglio è molto semplice: arrivare, andare in hotel e limitare gli spostamenti allo stretto necessario. Consiglio di non uscire la sera, nemmeno per cercare un ristorante. Piuttosto è consigliato ordinare d’asporto dall’app PedidosYa.
Lascio qui una mappa delle zone da evitare assolutamente, anche di giorno.

2.1. Cosa vedere vicino a Iquique: Humberstone e Santa Laura
Il mio consiglio sincero è di lasciar perdere il giro della città, anche di giorno, perché non ha molto da offrire. Una tappa da non perdere invece è l’ex città minerarie di Humberstone e Santa Laura, situata a pochi chilometri da Iquique.
Si tratta di un insediamento industriale di inizio Novecento, abbandonato di punto in bianco e cristallizzato nel tempo. Oggi rientra nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
La visita non richiede moltissimo tempo: un’ora e mezza è più che sufficiente. Il biglietto costa 4.000 CLP e si paga direttamente sul posto in contanti o con la carta.
Il sito è poco visitato e questo lo rende ancora più suggestivo. Ti ritrovi a camminare tra edifici, strutture industriali e strade di una città che un tempo era abitata e che oggi è completamente abbandonata.
2.2. Dove dormire a Iquique: Holiday Inn Express Iquique
Per questa tappa il pernottamento che consiglio è presso il Holiday Inn Express Iquique.
La motivazione principale non è stata cercare l’hotel più bello della città. La comodità logistica e la sicurezza sono state la priorità. La posizione sulla costa nella zona migliore della città è uno dei suoi punti di forza e, per un viaggio come questo, avere un parcheggio interno e custodito fa una bella differenza.
L’hotel non è nuovissimo, ma fa parte di una catena internazionale e nel complesso l’ho trovato perfettamente adeguato per una notte di sosta. La spesa è stata di poco più di 50€ per una doppia.
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3. Arica: l’ultima tappa prima del grande nord
Da Iquique ad Arica il viaggio è decisamente più semplice rispetto alla prima tratta. Sono circa 4 ore e mezza di strada, quindi si riesce ad arrivare senza problemi in giornata e avere ancora qualche ora per iniziare a conoscere la città.
Ad Arica situazione è diversa rispetto a Iquique. Più tranquilla, si presta a visitarla senza particolari problemi. Ma è importante ricordarsi dove ci troviamo: è una città di confine, a pochi chilometri dal Perù, e presenta livelli di povertà che sono evidenti anche in alcune zone centrali.

Per questo vale la stessa regola che consiglio per tutto il viaggio: non comportarsi da turista sprovveduto. Telefono sempre in mano, macchina fotografica costosa al collo, gioielli o oggetti di valore bene in vista non sono una buona idea. Soprattutto quando cammini senza una meta precisa.
Io mi sono mosso normalmente, prestando semplicemente attenzione a quello che avevo intorno. Evitando le periferie e le zone meno frequentate, Arica rimane una tappa che puoi affrontare tranquillamente.
Da qui finalmente si è pronti per lasciare la costa e salire verso Putre e il Parco Nazionale Lauca.
3.1. Cosa vedere ad Arica
A differenza di Iquique, ad Arica secondo me vale la pena dedicare qualche ora alla città. Non serve organizzare una visita particolarmente complessa. Un giro in centro, una passeggiata sul lungomare e qualche tappa mirata sono sufficienti.
Il punto più noto è il Morro, la grande altura che domina la città e la costa. Si può raggiungere facilmente in auto e da qui si ha una visuale completa su Arica e sull’Oceano Pacifico.
Se ti interessa la storia e l’archeologia, aggiungerei anche il Museo Arqueológico San Miguel de Azapa, situato a una ventina di minuti dal centro. Conserva le mummie più antiche del pianeta (molto più antiche di quelle egizie) e un’interessante collezione di reperti della zona.
Il consiglio è di dedicare ad Arica mezza giornata.


3.2. Dove dormire ad Arica: Antay Hotel & Spa
Uno degli hotel migliori che ho trovato in Cile è stato proprio quello di Arica: Antay Hotel & Spa.
Prima di affrontare la salita verso Putre, avere un hotel confortevole è sicuramente un’ottima idea. Soprattutto dopo diverse ore di guida nel deserto. Le stanze erano eleganti, pulite e confortevoli. Abbiamo speso circa 90€ a notte.
Abbiamo sfruttato la piscina e l’area wellness con sauna e bagno turco e ci siamo concessi un paio di ore di totale relax.
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4. Il Parco Nazionale di Lauca
Il Parco Nazionale di Lauca è il vero motivo per cui, secondo me, vale la pena affrontare tutto il viaggio da San Pedro de Atacama fino ad Arica.
Il paesaggio cambia completamente. Si lascia la costa e si inizia a salire sull’altopiano, fino a raggiungere quote che superano i 4.500 metri. Non consiglio di fare il Lauca come una semplice escursione da Arica in giornata, ma piuttosto fare base a Putre per un paio di giorni.
4.1. Cosa vedere nel Parco Nazionale di Lauca
Il punto più famoso del parco è il Lago Chungará, che si trova a circa 4.500 metri di quota. A dominarne il paesaggio c’è il vulcano Parinacota, uno dei simboli dell’altopiano cileno, con la sua forma praticamente perfetta.
Sono questi i luoghi che avevo in mente quando ho deciso di affrontare il lungo viaggio verso nord. Da non perdere la visita anche al piccolo villaggio di Parinacota, un tipico e suggestivo paesino andino.
Affronterò in maniera più dettagliata l’organizzazione della visita del Parco di Lauca in un articolo dedicato.

Conclusione
Col senno di poi, è un viaggio che rifarei? Sì, ma per un motivo preciso: visitare il Parco Nazionale di Lauca.
Se il tuo itinerario in Cile non prevede Putre, il Lago Chungará e il Parinacota, secondo me non vale la pena allungare così tanto il viaggio solo per arrivare fino ad Arica. Il percorso è lungo e richiede tempo, organizzazione e una certa cautela.
Se invece vuoi arrivare nell’estremo nord del Paese, là dove il turismo non è ancora arrivato, allora il viaggio lungo la Panamericana acquista tutto un altro senso.

Nei prossimi articoli approfondirò altri particolari del Cile, con informazioni pratiche su cosa vedere, dove dormire e come organizzare le escursioni. Se dopo aver letto questo articolo ti chiedi se il Cile è un Paese sicuro, ti consiglio questo approfondimento: Viaggiare in Cile è sicuro? Cosa sapere prima di partire.
Se stai organizzando un viaggio in Cile e ti serve un supporto concreto, ti consiglio di dare un’occhiata al Sistema Cile, un insieme di guide, itinerari, consigli e informazioni pratiche per pianificare un viaggio fai-da-te in Cile.
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